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Itinerario, impressioni personali e consigli utili per chi sogna questo Paese.
Ciao Fribees 💛
io e Juan volevamo raccontarvi di un viaggio che abbiamo fatto una settimana fa, in un paese che ci ha sorpreso molto.
L'Egitto.
Vogliamo essere onesti con voi, come sempre. Non era uno di quei viaggi che sognavamo da anni. Di solito scegliamo le mete “di pancia”, guidati dall’ispirazione e da un desiderio profondo di scoperta. Questa volta, invece, la scelta è nata soprattutto da un budget ridotto e da un tempo limitato rispetto ai nostri standard (circa 12 giorni).
E invece… più ci informavamo sui luoghi da visitare, più sentivamo crescere dentro una sensazione nuova: quella di un viaggio carico di storia, energia e ispirazione. E così è stato.
Qui sotto vi lasciamo il nostro itinerario, raccontato come un vero diario di viaggio, insieme a qualche consiglio pratico sui posti che abbiamo visto.
✈️ Come arrivare in Egitto
Abbiamo preso un volo da Milano Malpensa a Sphinx International Airport (Cairo) con EasyJet: comodo, veloce e senza particolari intoppi. Questo aeroporto è una valida alternativa al Cairo International, soprattutto se avete in programma di visitare la zona di Giza.
Grazie a un amico, Lorenzo, abbiamo avuto il contatto di una guida locale al Cairo. Cercavamo qualcuno che ci aiutasse davvero a comprendere ciò che stavamo vedendo, non solo a “spuntare” i luoghi più famosi. Ci siamo affidati ad Ayoub, una persona speciale: più che una guida, un vero compagno di viaggio, sempre disponibile e ricco di consigli. È stato la nostra guida per tutti i giorni trascorsi al Cairo. Se state organizzando un viaggio in Egitto, scriveteci: saremo felici di condividere il suo contatto.

📍 Il Cairo – Cosa vedere
Primo giorno – Vecchia Cairo e street food egiziano
Il nostro primo giorno è stato dedicato alla Cairo Vecchia e a un primo, intenso approccio allo street food egiziano, uno degli aspetti più autentici della città.
Un inizio forte, caotico, vivo.
Abbiamo assaggiato alcuni piatti tipici:
Koshari, il piatto nazionale egiziano (riso, pasta, lenticchie, ceci, cipolla fritta e salsa di pomodoro).
Ta‘ameya, la falafel egiziana a base di fave.
Shawarma, carne speziata servita in pane arabo.
Sambousek/samosa, fagottini fritti ripieni.
Pane baladi, il pane tradizionale egiziano.
Feteer meshaltet, la “pizza” egiziana: sottilissimi strati di impasto, croccanti fuori e morbidi dentro, servita sia in versione salata che dolce.
Un vero viaggio nei sapori locali, senza filtri.
Secondo giorno - Giza e Saqqara
Il nostro viaggio è proseguito con la visita di Giza, tra le iconiche Piramidi e la Sfinge, e poi verso Saqqara.
Siamo entrate all’interno della Piramide di Micerino (Menkaure), la più piccola delle tre piramidi principali di Giza. È stata un’esperienza intensa, silenziosa e profondamente suggestiva, nel cuore della storia egizia. L’accesso non è semplicissimo: bisogna camminare quasi accovacciati, perché gli spazi sono molto bassi, ma ne vale assolutamente la pena.
Terzo giorno – Il Grande Museo del Cairo
Abbiamo dedicato l’intera giornata al Grande Museo del Cairo. La parte che ci ha colpite di più, inutile dirlo, è stata quella dedicata a Tutankhamon e al suo incredibile tesoro.
Tutankhamon salì al trono giovanissimo e morì a soli 19 anni. La sua tomba, scoperta intatta nel 1922, ha restituito uno dei ritrovamenti archeologici più straordinari della storia ed è diventata un simbolo eterno dell’Antico Egitto.
Il museo è enorme e, per essere visitato in modo davvero approfondito, richiederebbe diversi giorni.
Poi abbiamo visitato una fabbrica di papiri, dove ci hanno mostrato passo dopo passo come si trasforma la pianta di papiro in fogli su cui si può scrivere o dipingere. Abbiamo visto gli artigiani al lavoro: prima si tagliano le canne della pianta, poi si ricavano sottili strisce, che vengono disposte in due strati ortogonali, pressate e lasciate asciugare al sole fino a diventare fogli lisci e resistenti che possono essere usati per dipinti e souvenir. Alla fine…abbiamo dato via libera allo shopping 😄 e portato con noi pezzi unici di questo materiale millenario.


Quarto giorno – le due parti del Cairo:
Islam e Cristiana Copta
La giornata è iniziata con la visita al Museo Nazionale della Civiltà Egizia, dove sono custodite le mummie reali, esposte nella suggestiva Royal Mummies Hall.
Nella parte cristiana Copta abbiamo visitato tre luoghi profondamente simbolici: la Chiesa dei Santi Sergio e Bacco (Abu Serga), costruita sopra la grotta dove, secondo la tradizione, la Sacra Famiglia si rifugiò durante la fuga in Egitto; la celebre Hanging Church, uno degli edifici più iconici della cristianità copta; e infine la Chiesa di San Giorgio (Mar Girgis), dove i fedeli lasciano piccoli biglietti con desideri e preghiere. Anche noi abbiamo lasciato il nostro wish, in un momento intimo e carico di significato (ovviamente legato a Fribee ✨).
Nel pomeriggio abbiamo provato a salire sulle tradizionali feluche sul Nilo, ma purtroppo non c’era vento. Siamo saliti e tornati all’attracco, accettando il ritmo lento del fiume. La guida ci ha spiegato che non potevamo nemmeno farci trainare: l'assenza di vento avrebbe potuto spingerci verso il delta, in una direzione senza ritorno… meglio non rischiare.
⛵ Da Cairo ad Assuan – Crociera sul Nilo
Salutato il Cairo, abbiamo preso un volo mattutino verso Assuan, dove ci aspettava una crociera di tre notti sul Nilo, fino a Luxor.
La nave si chiamava Salacia: un po’ datata, ma con un fascino tutto suo, a metà tra il Titanic e le atmosfere senza tempo di Agatha Christie. Piccola, intima e accogliente: ci è piaciuta tantissimo.
Primo giorno – Assuan
Abbiamo visitato la Diga Alta di Assuan, ancora oggi in funzione e fondamentale per il controllo delle acque del Nilo. Successivamente abbiamo raggiunto in barca il Tempio di Philae, dedicato alla dea Iside, situato su un’isola e circondato dalle acque. Il tempio è stato ricostruito su un’isola vicina dopo essere stato salvato dall’innalzamento del Nilo in seguito alla costruzione della diga.


Secondo giorno – Abu Simbel e Kom Ombo
La giornata è iniziata con la visita ai maestosi Templi di Abu Simbel, uno dei siti più impressionanti dell’Antico Egitto. Costruiti da Ramses II, sono famosi per lo straordinario fenomeno solare: due volte l’anno i raggi del sole penetrano fino al santuario interno, illuminando le statue di Ramses II, Amon e Ra-Horakhty, lasciando volutamente nell’ombra il dio Ptah, legato al mondo dell’oscurità.
Un allineamento che testimonia l’altissimo livello di conoscenze astronomiche degli antichi Egizi.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il Tempio di Kom Ombo, unico nel suo genere perché concepito come tempio doppio: una struttura perfettamente simmetrica dedicata a Horus il Vecchio e al dio coccodrillo Sobek, simbolo dell’equilibrio tra forze opposte.
Terzo giorno – Luxor e Karnak: il cuore dell’Antico Egitto
Visitare Luxor significa entrare in uno dei luoghi più straordinari della storia dell’umanità. Qui, sulle rive del Nilo, sorgono due complessi monumentali che raccontano oltre tremila anni di civiltà, spiritualità e potere: il Tempio di Luxor e il Complesso dei Templi di Karnak.
Il Tempio di Luxor, costruito principalmente sotto Amenofi III e ampliato da Ramses II, non era dedicato al culto funerario, ma al rinnovamento del potere del faraone. Era consacrato alla triade tebana: Amon, Mut e Khonsu.
Una delle sue particolarità più affascinanti è la presenza della moschea di Abu el-Haggag, costruita direttamente sopra le antiche strutture del tempio, simbolo di una continuità religiosa millenaria.
Il Complesso di Karnak è il più grande complesso religioso mai costruito dall’uomo. Il suo cuore è la celebre Sala Ipostila, con 134 colonne gigantesche ricoperte di geroglifici. Camminare tra queste colonne dà una percezione potentissima della grandezza dell’Antico Egitto.
I due complessi erano collegati dal Viale delle Sfingi, lungo circa tre chilometri, percorso durante le grandi processioni sacre.
Quarto giorno – Valle dei Re, Hatshepsut e Colossi di Memnone
Il nostro ultimo giorno a Luxor ci ha portate nella Valle dei Re, uno dei luoghi più iconici e potenti dell’Egitto. Qui i faraoni del Nuovo Regno fecero scavare le loro tombe, profonde e riccamente decorate, per proteggere il viaggio verso l’aldilà.
All’interno delle tombe i colori degli affreschi sono sorprendentemente vivi: scene del Libro dei Morti, divinità e simboli che raccontano il viaggio dell’anima. Curiosamente, la celebre tomba di Tutankhamon è una delle più piccole della valle.
Abbiamo scelto di visitare anche una delle tombe accessibili con biglietto extra. Per raggiungerla siamo scesi molto in profondità e il caldo era intenso, quasi soffocante. Ma una volta dentro, tutto è passato in secondo piano: i colori erano strepitosi, i dipinti incredibilmente vivi, i simboli sacri ovunque. La sensazione era quella di trovarsi in uno spazio fuori dal tempo, lontano dalla realtà esterna. È stata una visita molto faticosa, ma anche molto bella.
Sulla riva occidentale del Nilo abbiamo visitato il Tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari, un capolavoro architettonico incastonato nella roccia, elegante e potente, che racconta la storia di una delle faraone più straordinarie dell’Antico Egitto.
Dopo le visite archeologiche siamo stati in una fabbrica di alabastro, dove abbiamo visto dal vivo come questo materiale viene lavorato ancora oggi. All’esterno alcuni artigiani modellavano la pietra a mano, mentre all’interno… abbiamo dato nuovamente libero sfogo allo shopping!
È stato interessante scoprire quanta pazienza e precisione servano per trasformare un blocco grezzo in un oggetto così delicato.
Un consiglio pratico se vi capita di acquistare alabastro in Egitto: controllate che lasci passare la luce, che sia freddo e abbastanza pesante. Le venature irregolari sono un buon segno, mentre oggetti troppo leggeri o perfettamente uniformi spesso non sono autentici.
Abbiamo trascorso il resto della giornata a Luxor in modo più tranquillo, soggiornando in un hotel in centro e passeggiando senza fretta tra le strade della città, osservando la vita quotidiana.
🌊 Da Luxor a Hurghada
Il giorno seguente abbiamo preso un bus da Luxor a Hurghada, dove siamo rimasti per altri quattro giorni, concludendo lì il nostro viaggio in Egitto. Siamo partiti intorno alle 9:30 del mattino e siamo arrivati verso le 14:30, dopo circa cinque ore di viaggio.
Hurghada ci è sembrata subito molto diversa da Luxor: più rilassata, più turistica e decisamente meno caotica. A differenza di Luxor, non ci sono carrozze trainate da cavalli e il rapporto con i locali è meno insistente. A Luxor, infatti, camminare può risultare più faticoso: spesso si viene fermati per offerte, richieste di taxi o tentativi di vendita continua, mentre a Hurghada l’atmosfera è decisamente più leggera e distesa.
Il primo giorno a Hurghada abbiamo partecipato a un’escursione prenotata tramite GetYourGuide in barca e visitato le bellissime isole di Orange Bay e Giftun. Purtroppo il meteo non era dalla nostra parte: c’era molto vento e la temperatura non era particolarmente calda. Durante una delle soste era previsto snorkeling; Juan è entrato in acqua, mentre io ho preferito restare sulla barca perché già dalla sera prima non mi sentivo molto bene. Cosa non ci è piaciuto dell’escursione: era davvero troppo turistica.
Siamo stati portati rapidamente da un punto all’altro, con soste programmate del tipo “qui c’è il bar, qui il bazar, un’ora e si riparte”, senza tempo reale per vivere l’esperienza.
Il momento più spiacevole è stato quando abbiamo avvistato i delfini: tutte le barche si sono accalcate intorno a loro, chiudendoli praticamente in un cerchio.
È stata una brutta sensazione. Il rispetto per gli animali e per l’ambiente dovrebbe venire sempre prima di tutto.
Abbiamo comunque trascorso del tempo sulle isole, cercando di rilassarci e goderci il mare, nonostante le condizioni non ideali.
Una volta rientrati in hotel, però, la situazione è peggiorata: ho scoperto di avere la febbre e da lì è iniziata la mia personale “reclusione” a letto per i giorni successivi😂
Di fatto, l’unico luogo che ho visitato a Hurghada prima della partenza è stato l’ospedale Red Sea, dove devo dire che sono stati tutti estremamente gentili e professionali. Mi hanno sottoposta a esami del sangue, a una lastra e mi hanno diagnosticato una bronchite, somministrandomi anche una flebo.
Diciamo che la vacanza non si è conclusa nel modo migliore, anzi… ma anche questo fa parte del viaggio.
Ricordatevi sempre di stipulare un’assicurazione di viaggio prima di partire: è davvero importante per affrontare ogni eventualità con più serenità. Noi l’abbiamo fatta con Heymondo ed è stato tutto molto veloce: li abbiamo contattati alle sei del mattino e ci hanno trovato subito un medico che potesse visitarmi.

Considerazioni pratiche e culturali per viaggiare in Egitto
È importante tenere presente che la cultura egiziana è molto diversa dalla nostra. La popolazione è prevalentemente musulmana, con una minoranza cristiana copta, e questo influisce su abitudini, usi quotidiani e comportamenti sociali.
In molte zone, soprattutto fuori dai grandi resort turistici, è consigliabile vestirsi in modo rispettoso, evitando abiti troppo scoperti, in particolare per le donne. Questo non è solo una questione religiosa, ma anche culturale.
Allo stesso tempo, è utile sapere che il rapporto con i turisti può risultare a tratti molto insistente, soprattutto in città come Luxor o nelle aree più frequentate: offerte continue, richieste di taxi o tentativi di vendita fanno parte della quotidianità. Non va preso sul personale, ma gestito con pazienza e fermezza.
Detto questo, l’Egitto è anche un Paese di grande ospitalità: molte persone si sono dimostrate gentili, curiose e disponibili, soprattutto quando ci si avvicina con rispetto e apertura.
Cose importanti da sapere prima di viaggiare in Egitto
- Attenzione al traffico e agli attraversamenti. Prestare moltissima attenzione quando si attraversa la strada. In molte città non ci sono strisce pedonali né semafori e il traffico segue regole che possono sembrare spontanee o istintive. A Luxor, per una frazione di secondo, sono stata quasi investita: è stata una delle cose che mi ha messo più ansia durante tutto il viaggio.
- Foto nei templi e nei musei: fate attenzione quando vi viene chiesto “vuoi una foto?”. Meglio non consegnare mai il telefono: spesso, dopo aver scattato la foto, viene richiesta una mancia. Se preferite, fate le foto tra di voi o chiedete chiaramente prima se è gratuito.
- I biglietti di ingresso: vanno consegnati solo al personale ufficiale. Alla Valle dei Re, ad esempio, davanti a ogni tomba un addetto controlla il biglietto per l’accesso. Non datelo ad altre persone.
- Il tema delle mance (tips): in Egitto quasi tutti chiedono una mancia. E quindi quanto si dà di mancia? Il nostro consiglio è di darla solo se per voi l’esperienza ne è valsa davvero la pena e se quella persona vi ha fatto vivere qualcosa di speciale.
- Recensioni forzate: seguite il vostro sentire. Ci è capitata anche una situazione piuttosto spiacevole in un ristorante internazionale. Mentre stavamo terminando la cena, un cameriere si è avvicinato chiedendoci esplicitamente di lasciare una recensione a 5 stelle, indicando anche di scrivere il suo nome. Senza chiederci il permesso, ha preso il mio telefono e ha iniziato a digitare lui stesso il nome. Juan ha deciso di lasciare 4 stelle. A quel punto è arrivata la manager di sala che stava spiando il suo telefono, con toni accesi e poco educati, ha iniziato a chiedere perché non avessimo messo 5 stelle, insistendo in modo davvero fuori luogo. Le ho fatto notare che stavamo semplicemente cenando e che quella scena non aveva alcun senso. La morale è questa: in Egitto può capitare che vi vengano richieste recensioni a 5 stelle, spesso con l’indicazione di citare nominativi specifici. Fate sempre quello che vi sentite: una recensione è personale e non dovrebbe mai essere forzata, né richiesta con pressioni o atteggiamenti poco rispettosi.
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La contrattazione
Quando acquistate qualcosa, contrattare è fondamentale. Può sembrare scontato dirlo, ma in Egitto si può davvero scendere fino alla metà del prezzo iniziale e a volte anche di più. Spesso non troverete prezzi esposti: vi verrà detto “prendi, poi ti faccio il prezzo”. Proprio per questo è importante essere preparati, mantenere un atteggiamento tranquillo e giocare la contrattazione con il giusto spirito, senza fretta e senza imbarazzo. Fa parte dell’esperienza e della cultura locale.
Come per ogni viaggio, anche per l’Egitto è importante partire informati e consultare le raccomandazioni ufficiali del Ministero degli Esteri.
In ultimo, dove abbiamo dormito
Al Cairo abbiamo trovato un appartamento molto carino su Airbnb; lo stesso a Hurghada, dove eravamo proprio davanti alla Marina.
A Luxor, invece, abbiamo scelto un hotel accogliente, con una bellissima terrazza dove fare colazione. Le altre notti a bordo della nave Salicia.
Per noi, soggiornare in una casa è sempre più flessibile e libero: non amiamo i resort e, anche dal punto di vista del cibo, questo tipo di sistemazione permette di sperimentare di più e vivere il posto in modo più autentico ✨
L’Egitto ci ha lasciato immagini forti, contrasti, emozioni e tanta bellezza.
Un viaggio che non è stato sempre semplice, ma proprio per questo autentico.
Negli ultimi giorni mi sono persa alcune esperienze che avevo immaginato, ma ho scelto di non arrabbiarmi. Ho accettato che doveva andare così e mi sono ricordata che avevo già potuto vivere tutto il resto: i luoghi più belli, la storia, l’intensità di questo Paese; perciò sono stata grata per questo.
Torniamo a casa con la sensazione di aver vissuto davvero ogni luogo, con curiosità, rispetto e un pizzico di lentezza.
Ed è forse questo il regalo più grande di ogni viaggio.
Se volete organizzare un viaggio in compagnia, trovate uno spazio di confronto anche sul nostro forum 😊
