Uganda e senso di comunità: una lezione di connessioni reali
Settembre 3, 2025Sempre connessi, sempre più soli: solitudine e social nell’era digitale
Dalla solitudine all’idea di Fribee
La pandemia ha segnato un momento cruciale nella vita e nei comportamenti di tutti noi.
Qualcosa, dentro, si è rotto.
Siamo diventati sempre più fragili, chiusi in noi stessi. Ma al tempo stesso più consapevoli.
E l’avvento del digitale, sempre più invasivo, non ha fatto altro che peggiorare le cose.
Siamo sempre connessi, bombardati da stimoli, costantemente sotto una lente d’ingrandimento, con un’atavica necessità di dover dimostrare qualcosa.
Di risultare costantemente perfetti.
I social, da una parte, ci hanno connessi.
Dall’altra, ci hanno isolati.
Intrappolati in un loop infinito di scroll e paragoni: una finestra a specchio dove guardiamo cosa fanno gli altri e confrontiamo la nostra immagine riflessa con ciò che vediamo.
E, spesso…finiamo per sentirci fuori posto.
Ci siamo chiusi in una bolla.
E, lentamente, abbiamo perso il contatto con il mondo reale.
Quello fatto di risate vere, di imperfezioni, di giornate normali.
Di libertà.
Di non dover seguire trend, visitare posti cool e Instagrammabili per sentirci all’altezza.
Io sono Eleonora e con il mio compagno Juan ci siamo resi conto di quanto sia un sistema fallato.
Io lavoro da remoto dal 2020.
Ho iniziato a viaggiare mentre lavoravo. All’inizio era meraviglioso — quasi tutti mi dicevano: “che figata, quanto ti invidio”.
Ma più mi spostavo, più mi rendevo conto di una cosa: seppur in mezzo alla gente, mi sentivo sola.
Non ho mai avuto difficoltà a rompere il ghiaccio con gli sconosciuti.
Il punto era un altro.
Erano incontri fugaci.
Sempre con persone come me: remote workers di passaggio.
Ci si incrociava… e poi niente restava.
Solo promesse di rivederci presto e incastrarci in altri punti del mondo.
Inoltre viaggio dopo viaggio, ho iniziato a sentire di non avere più origini, quei legami che sono state le mie prime radici.
Nei dintorni di Milano, dove sono cresciuta, avevo perso molti amici.
E non riuscivo più a ritrovarmi nemmeno nei luoghi che visitavo ogni giorno.
Mi trovavo a Bali, quando ho contratto una brutta infezione — la famosa “Bali belly”.
È stato un periodo terribile: febbre, debolezza, dolori continui, diarrea. Alla fine, spossata e abbattuta sono finita in clinica.
In quel momento avevo realizzato una cosa molto semplice, ma profonda:
a parte pochi amici lontani che mi scrivevano per sapere come stavo… ero completamente sola.
Anche le persone che avevo conosciuto lì, a Bali, non si sono fatte vive. Nessuno si è davvero preso cura di me.
È stato uno schiaffo in pieno volto: ho realizzato che le connessioni diventano “liquide”, si spezzano non appena smetti di sorriderle.
La svolta è arrivata qualche mese dopo.
Avevo bisogno di cambiare aria, di ritrovare qualcosa.
Aspettavo da tempo una chiamata per un intervento di rimozione di fibromi uterini.
Ma questa chiamata non arrivava.
E allora ho deciso: in quattro giorni ho fatto le valigie e sono tornata a Fuerteventura, un’isola che già conoscevo e che in passato mi aveva lasciato un ricordo piacevolmente profondo.
Ed è lì che ho incontrato Juan — oggi il mio compagno, e co-fondatore di Fribee.
Abbiamo capito subito che condividevamo una stessa visione. Una stessa mancanza. E forse… una stessa missione.

Secondo un rapporto della Commissione Sociale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), intitolato “Dalla salute alle connessioni sociali”, una persona su sei nel mondo vive in uno stato di solitudine cronica.
Un dato che fa riflettere — e, in parte, spaventa.
Dall’analisi emerge una cifra angosciante: 871.000 persone muoiono ogni anno per cause legate alla solitudine.
Circa 100 ogni ora.
La solitudine, spesso, non si manifesta con clamore.
Si insinua nel quotidiano, nella mancanza di conversazioni profonde, di contatto emotivo, o anche solo di una presenza vicina.
Viviamo in città, costantemente circondati da persone, impegni e stimoli…
Ma tutto questo non garantisce legami autentici.
Non conta tanto la quantità delle connessioni, quanto la qualità delle stesse.
Il senso di appartenenza, il sentirsi parte di qualcosa.
Puoi essere in mezzo a un gruppo, ma non sentirti connesso a nessuno.
Secondo il Rapporto annuale ISTAT 2025, la famiglia italiana tradizionale è in progressiva estinzione.
Nel biennio 2023–2024, il 36,2% delle famiglie è composto da persone che vivono da sole, mentre le coppie con figli rappresentano appena il 28,2%.
Le cause di questo cambiamento sociale sono molteplici:
non solo instabilità coniugale, denatalità e posticipo della genitorialità, ma anche mobilità geografica, lavoro da remoto, declino delle reti sociali locali, individualismo crescente e invecchiamento demografico.
A tutto questo si aggiunge l’uso sempre più invasivo dei social media, che simulano connessioni, ti fanno credere di averne, ma spesso amplificano il senso di solitudine.
Nel reel approfondiamo questo tema:
Non pensiamo di avere tutte le risposte.
Non siamo guru né maghi della connessione.
Ma ci siamo resi conto, anche a partire dalle nostre esperienze personali, che c’è un vuoto da colmare.
Fribee nasce da qui: dal desiderio di creare un luogo in cui le persone possano conoscersi, fidarsi, riconoscersi.
Un ambiente più intimo, meno generalista, in cui sentirsi liberi di essere davvero sé stessi — senza maschere, senza dover dimostrare nulla.
La verifica dell’identità è solo il primo passo.
Non per controllare, ma per tutelare.
Perché prima di fidarsi, bisogna sentirsi al sicuro.
Ne parliamo meglio qui:
Perchè verifichiamo l’identità?
Perché verifichiamo i dati su Fribee
Non immaginiamo Fribee solo come una piattaforma digitale.
Per noi è un punto di partenza per relazioni vere.
Uno spazio dove è possibile scriversi per poi vedersi, lasciarsi il numero, decidere di organizzare qualcosa insieme.
Oggi abbiamo strumenti potentissimi per comunicare, ma ci manca sempre più spesso un contesto dove quelle comunicazioni prendano vita.
Fribee vuole essere quel contesto.
Un luogo che favorisca legami veri, con persone reali, con il tempo e lo spazio per conoscersi davvero.
Se ti rivedi in queste parole, forse Fribee è anche per te.
Noi ci siamo. Quando vuoi, puoi raggiungerci.
